Credit Suisse: la CTR conferma l’annullamento

Credit Suisse: la Commissione Tributaria Regionale di Milano ha confermato la nullità degli accertamenti sulle polizze “Life Portfolio International”.

Il Sole 24 Ore dell'11 aprile 2017 Maurizio Reggi

Lo Studio Tributario di Maurizio Reggi aveva vinto il primo ricorso contro gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate sulle polizze “Life portfolio International” ed ora la Commissione Tributaria Regionale di Milano ha confermato la sentenza di primo grado.

La Guardia di Finanza, su mandato della Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito un accesso presso il Credit Suisse Life di Milano per eseguire una verifica tributaria nei suoi confronti. In tale contesto ha acquisito i nomi di soggetti residenti in Italia che avrebbero stipulato polizze assicurative all’estero, senza dichiararle nei propri quadri RW della dichiarazione dei redditi. Si tratta di polizze denominate “Life Portfolio International” sottoscritte presso le agenzie del Credit Suisse Life situate in Svizzera, segnatamente a Lugano, Ginevra, Zurigo, ma confezionate in Liechtenstein, alle isole Bermuda o altri Paesi “off shore”.

La stipula di queste polizze assicurative prevedeva il pagamento dei relativi premi che, secondo le contestazioni, non sarebbero stati assoggettati a tassazione in Italia. Di conseguenza, l’Agenzia delle Entrate ha notificato ai soggetti che le avrebbero stipulate, degli avvisi di accertamento ritenendo che i corrispettivi pagati per le polizze assicurative abbiano, solo formalmente, natura di premi assicurativi, ma, in realtà, dissimulino la loro reale natura di investimenti finanziari e di trasferimenti all’estero di disponibilità finanziarie non assoggettate a tassazione in Italia.

Con tale operazione, inoltre, sarebbe stata evasa l’euroritenuta, la quale è esclusa per le polizze assicurative.

L’Agenzia delle Entrate, per gli anni dal 2005 in poi, ha notificato inviti a comparire e ha chiesto ai destinatari di presentarsi di persona a o mezzo di un rappresentante al fine di produrre i contratti sottoscritti per le polizze assicurative nonché per dichiarare i premi pagati, i redditi maturati o percepiti, le somme eventualmente già riscattate, le modalità di pagamento e i flussi finanziari (trasferimenti all’estero di denaro anche se indicati nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, ecc.).

Per rispondere a questi inviti occorre molta prudenza anche perché, spesso, il soggetto invitato, contrariamente a quanto scritto nell’invito, non ha mai stipulato né detenuto alcuna polizza assicurativa all’estero. Nelle liste stilate dalla Guardia di Finanza, infatti, sembra siano indicati anche nomi di soggetti che mai hanno avuto contatti col Credit Suisse Life e mai hanno stipulato polizze assicurative all’estero. In tal caso non è il cittadino a dover dimostrare di non aver avuto rapporti col Credit Suisse Life, ma è l’Amministrazione Finanziaria che ha l’onere della prova. É fondamentale, pertanto, anche in previsione di una futura difesa, che il soggetto invitato non si rechi personalmente, ma si fornisca da subito di una qualificata assistenza professionale onde garantire i suoi diritti di difesa e non fornire informazioni inesatte.

Dopo gli inviti e i questionari, l’Agenzia delle Entrate ha avviato la fase di accertamento vero e proprio. Dal 31 dicembre 2014, infatti, sono stati notificati i primi avvisi di accertamento relativi al 2005 cioè alle polizze i cui premi sarebbero stati pagati in quell’anno, entro il 31 dicembre 2015 sono stati notificati quelli relativi al 2006 e successivamente gli altri. Gli accertamenti abbracciano anni così lontani in quanto l’Agenzia delle Entrate ritiene che, trattandosi di paesi “Black List” (Svizzera, Bermuda, Liechtenstain), sussista il raddoppio dei termini di accertamento e la presunzione legale di sottrazione a tassazione di tali disponibilità finanziarie. Tale orientamento è stato censurato dalle Commissioni Tributarie Regionale e Provinciale di Milano le quali hanno ritenuto che le norme sul raddoppio dei termini e sulla presunzione di sottrazione a tassazione, essendo state introdotte nel 2009, non possano avere effetto retroattivo e riguardare anni precedenti. Questo ai sensi di quanto stabilito dallo Statuto dei Diritti del Contribuente e dalle preleggi che vietano l’applicazione retroattiva.

Lo Studio Tributario Reggi, inoltre, ritiene che gli avvisi di accertamento emessi finora siano connotati da molti profili di illegittimità riguardo, non solo all’operato dall’Agenzia delle Entrate, ma anche alla verifica effettuata dalla Guardia di Finanza e al procedimento penale avviato. Tali vizi sono stati rilevati nei ricorsi, ma, nel caso delle sentenze qui commentate, i giudici hanno ritenuto sufficiente l’irretroattività della legge per accogliere le ragioni del contribuente. Gli altri motivi di ricorso sono stati assorbiti.

Per saperne di più sulla sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano scarica l’articolo di Maurizio Reggi pubblicato su Il Sole 24 Ore del 18 novembre 2015

Per saperne di più sulle polizze “Life Portfolio International” scarica l’articolo di Maurizio Reggi Il Sole 24 Ore del 3 settembre 2015

Qui la sentenza di primo grado della CTP di Milano  n. 9234/8/15 del 16 novembre 2015.

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