Intervista “Cartella fiscale da buttare”

Vinto il ricorso contro l’Erario: nulli gli atti firmati da uno degli 892 manager delle Entrate assunti senza concorso. Pronta una valanga di ricorsi

Il tributarista Maurizio Reggi, autore del ricorso: «Ecco come opporsi al Fisco per annullare l’accertamento»

La Commissione tributaria provinciale di Milano ha dichiarato nullo un avviso di accertamento firmato da un funzionario dell’Agenzia delle entrate che aveva assunti incarichi direttivi senza sostenere un concorso pubblico.
Il dirigente, tale Antonio De Vivo, compariva nell’elenco dei funzionari per i quali la Corte costituzionale ha dichiarato decaduta la nomina.
Un contribuente che si è visto recapitare l’avviso, ha fatto ricorso alla Commissione tributaria e l’ha vinto perché l’accertamento è stato giudicato nullo. Proprio per l’inabilità funzionmale di chi l’ha firmato.
Ad assistere il contribuente è stato Maurizio Reggi, dottore commercialista e titolare dell’omonimo studio di Milano. Con lui compiliamo un breve vademecum per i contribuenti che si trovino nella medesima situazione.
Dottor Reggi, qual è la condizione per presentare un ricorso alla Commissione tributaria?
«Sostanzialmente che l’atto sia firmato da uno dei dirigenti per i quali la Corte costituzionale, con la sentenza numero 37 del 17 marzo 2015, ha dichiarato illegittima la legge 44 del 2012 che consentiva di conferire un incarico dirigenziale a funzionari che non abbiano sostenuto il relativo concorso».

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